Breve storia del Museo, dalle origini ai giorni nostri

Breve storia del Museo, dalle origini ai giorni nostri

“Il museo è un’istituzione permanente, senza scopo di lucro, al servizio della società e del suo sviluppo. Aperto al pubblico, compie ricerche che riguardano le testimonianze materiali e immaterialidell’umanità e del suo ambiente , le acquisisce, le conserva, le comunica e soprattutto le espone a fini di studio, di educazione e di diletto”.

È questa la definizione che l’ Icom (Internetional Council of Museums) nel 1951 utilizza per la parola Museo.

Il museo ha il compito di rispondere ai bisogni della nostra società moderna, nasce dalla necessità dell’uomo di creare un luogo pubblico e alla portata di tutti dove poter fruire delle nostre bellezze.

Ma il Museo, così come lo vediamo oggi, è sempre esistito?

Come sappiamo, è insito nell’uomo l’idea di collezionare qualcosa, qualsiasi cosa che possa dare prestigio e onore a chi la detiene.

Ebbene già nel Medioevo il primo documento che testimonia una raccolta è quella dell’abate Suger della chiesa di Saint-Denis. La cosa dovrebbe meravigliarci e non poco: un uomo di Chiesa che nei suoi testi ostenta la quantità di tesori, arredi liturgici, gemme antiche e vasi preziosi da lui posseduti?

In realtà per lui la bellezza materiale aveva il solo scopo di portare il fedele alla contemplazione della sfera spirituale. Comunque, questa appare l’unica testimonianza proprio per la cesura ecclesiastica di fronte al lusso e al piacere.

Possiamo parlare di raccolte vere e proprie a partire dal XV secolo: dalle “WUNDER-KAMMERN” dove venivano collezionati rari e curiosi reperti naturali e artificiali o anche dei famosi “STUDIOLI”: un ambiente di raccolta,di meditazione e di solitudine ; chiamato anche “camerino” “scrittoio” “studietto” “tesoretto” era un mobile atto a contenere oggetti da collezionare.

Come non citare uno dei più famosi studioli: quello di Isabelle D’Este di Gonzaga; nipote di Lionello D’Este e moglie di Federico Gonzaga arrivata a Mantova chiamò a corte i più famosi artisti del tempo per creare il suo studiolo nel Castello di San Giorgio.

Fece progettare un ciclo allegorico dipinto dal Mantegna, dal Perugino e da Del cossa, inoltre con intercessione del fratello cardinale Ippolito, si fece inviare da Cesare Borgia una venere antica e un cupido di proprietà dei Montefeltro. La sua collezione era formata da gemme, vasi preziosi, monete e gioielli. Alla sua morte lasciò delle specifiche disposizioni nel suo testamento per lo studiolo ma , ahimè, il duca Vincenzo II Gonzaga fu costretto a vendere in blocco la raccolta al Re Carlo I d’Inghilterra.

Allo studiolo subentrò poi la Galleria: un luogo atto a contenere una grande quantità di opere alle quali potevano accedere molte più persone.

Il primo esempio in Italia è la Galleria di Sabbioneta realizzata per volere del duca Vespasiano Gonzaga che presentava trofei di caccia, statue, busti e altro ancora.

Ma l’antenato più vicino ai nostri moderni musei è l’accademia: nel 1618 il cardinale Federico Borromeo, inaugurò a Milano l’Accademia Ambrosiana . Federico donò la sua intera biblioteca e collezione all’Accademia , un fatto isolato rispetto alla sua epoca. È dal settecento che si instaura un rapporto tra cultura e cittadino. Vengono riscoperti i diritti dei cittadini e si richiede una fruizione pubblica delle grandi collezioni private. Significativo di questo cambiamento è la scelta dell’ultima superstite della dinastia medicea, Anna Ludovica de’ Medici che lasciò l’enorme patrimonio artistico della famiglia dei Medici alla nuova dinastia dei Lorena i quali dovevano mantenerlo inalienabile per la comunità.

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CreArtività

Nata in Abruzzo, alle pendici del Gran Sasso, si è laureata in Beni Culturali con indirizzo storico artistico e sta concludendo il percorso per il conseguimento della seconda laurea con specializzazione in Storia dell’arte. Dopo aver fondato nel 2014 la pagina Facebook CreArtività con l’intento di divulgare la sua passione più grande: l’arte, ha deciso di creare questo blog per diffondere ancora di più questo suo grande amore; un viaggio attraverso la nostra cultura, le nostre bellezze e i nostri luoghi del cuore.

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